Il logo di AP

Alameda Project finalmente ha il suo logo!

…E che logo! Arriva direttamente dalla Spagna. L’artista si chiama Giani, che ringraziamo infinitamente. In questo post ne spieghiamo il significato.

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La foglia al centro

La foglia che vedete non è presa a caso. Si tratta infatti di una foglia di Pioppo, un albero molto particolare, non solo perché si usa per tante cose, ma soprattutto perché i suoi semi volano liberi, trasportati dal vento. Questa sua caratteristica lo rende affascinante, e anche un po’ rompiscatole quando ad aprile le strade italiane si imbiancano di semi.

Ecco cosa dice Wikipedia a proposito: it.wikipedia.org/wiki/Populus.

Le due lettere

Le lettere “A” e “P” sono le iniziali di Alameda Project.

Cosa significa Alameda?

Sul web trovate molte definizioni, tra cui:

“Il nome nella lingua indiana del nord America indica un campo di cotone, mentre in spagnolo significa passeggiata. (fonte: www.nomix.it).

Per il sito www.nostrofiglio.it ci sono persone chiamate Alameda. Questo nome proprio significherebbe “bosco di cotone”.

Secondo Wikipedia inglese, invece, Alameda starebbe a significare: “strada o sentiero costeggiato da alberi” (fonte: en.wikipedia.org/wiki/Alameda).

Il significato che preferisco però è quello che descrive il Paseo de la Alameda“Il Paseo de la Alameda, detto anche Alameda, è un lungo viale che si trova lungo la parte nord dei Giardini del Turia. La sua lunghezza è di circa un chilometro, compreso tra i Jardines del Real e la parte meridionale di Valencia. (…) Il nome Alameda vuol dire pioppeto; segno della presenza di pioppi nel percorso originario.” (fonte: www.valencia.it).

Il cerchio… magico!

Devo essere sincero, il cerchio azzurro non era stato commissionato all’artista, però devo dire che è molto azzeccato. In tema di condivisione e partecipazione, il cerchio è una figura molto utilizzata, perché è perfetta per descrivere il fatto che sul web siamo tutti allo stesso livello, siamo punti di una circonferenza e ognuno può contribuire ad ampliare l’area interna al cerchio con idee, proposte o semplicemente con il proprio pensiero.

Partecipa anche tu al Progetto Alameda!

Partecipare al Progetto con racconti, romanzi a puntate o semplici idee e proposte, è facile. Basta scrivere a Enrico utilizzando l’area CONTATTI. Vi spiegheremo come funziona e tutto quello che vorrete sapere in più.

A presto e… condividete!!!

Il mio augurio per il 2017

Ciao a tutti i bambini!

Ciao anche ai genitori però, che sennò si offendono. 😛

Alameda Project

Non mi piace scrivere le solite frasi tipo “sereno anno nuovo”, o cose del genere. Io credo infatti che la serenità dipende da te. Sei sereno quando trattieni i pensieri positivi, che rischiano di perdersi nel mare magnum della negatività.

Ma, dirai tu, i pensieri positivi sono troppo veloci, accidenti! Non riesco nemmeno a vederli a volte… o no? Ma guarda che il pensiero positivo viaggia lento sai! Mooolto lento… così lento che non lo vedi passare perché si confonde con lo sfondo.

Come un albero verde, la positività è intorno a te ma tu non la vedi. Non è che forse sei concentrato su altro? La scuola, i compiti, i voti negativi che ti scoraggiano e poi non sai come dirlo a mamma e papà che hai preso 5 in matematica… Eeeh, che stress!!!

Allora, per te che sei stressato o scoraggiato o che hai poco tempo e non vuoi fermarti, ecco il mio augurio per il 2017: che sia un anno di tranquillità, dove tu possa fermarti un istante per riflettere sui colori della tua vita.

 

La serenità dipende da te

Alameda è un ambiente tranquillo, dove anche tu puoi trovare serenità. Alameda è una città invisibile e semovente: si sposta piano, sullo sfondo; non la vedi ma la senti; esiste solo per i curiosi; è popolata da pochi temerari che scelgono di andare oltre.

AP è un progetto in divenire, sempre in evoluzione; un progetto a cui anche tu puoi contribuire: basta un’idea, un racconto, una poesia, una canzone, un disegno…

Vuoi entrare nella “megalopoli di idee” Alameda? Allora scrivimi qui: CONTATTI.

AP non fa distinzione d’età, di genere, di razza o che altro. Non importa che tu sia ricco, povero o a metà strada. Sei quello che sei. L’importante sei TU.

Dall’anno prossimo allora iniziamo a colorare questo grigio mondo con le nostre idee. Ci stai? Io vedo tutto in bianco e nero, qua! 🙂  Direi che di lavoro da fare ce n’è parecchio! Allora dai! Condividi il mio messaggio, se puoi, e chiama a raccolta i tuoi amici. Ci vediamo a gennaio!!! Un abbraccio! 🙂

Buon anno a tutti e fate i bravi… bambini! 😉 

Benvenuti a bordo!

Perché questo blog?

Questo blog nasce dall’urgenza di raccontare. Non so se qualcuno di voi l’ha mai avvertita. Io ce l’ho più o meno da sempre, ma è frustrante provare a pubblicare in Italia un prodotto che molti ritengono valido ma che le case editrici rigettano di continuo con la solita letterina che dice cose del tipo: “è estraneo alla nostra linea editoriale”… e tu resti con la bocca aperta per qualche secondo pensando a quale diavolo di linea editoriale potrebbe avere mai quella casa editrice?

Allora vai a vedere le ultime novità (perché inviandogli il dattiloscritto ti hanno pure inserito nella loro newsletter senza chiedertelo) e scopri dei libri di autori stranieri del tutto simili al tuo. Ma tu pensi: sarà un caso isolato. Dai, andiamo a vedere altre casette editoriali… Saltano fuori così tante case editrici che pubblicano materiale estero rivendendolo a prezzi più bassi del materiale italiano, però in enormi quantità… yeeeeh!

Be’, ma forse la realtà è diversa. Sicuramente in libreria sarà pieno di italiani… giusto?

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…Sbagliato!

Arrivi in libreria e guardi la vetrina da fuori: Harry Potter, Harry Potter, Geronimo Stilton, Geronimo Stilton, Geronimo Stilton, Geronimo Stilton… ma quanti sono? Poi guardi meglio: non sono episodi di GS diversi, sono 4 copie dello stesso episodio, una accanto all’altra… Mah, dici, si vede che non ci sono più libri. Povero libraio, dovrà pur riempire in qualche modo lo scaffale, no? È brutto vedere tutto vuoto.

Entri in libreria e chiedi aiuto alla avvenente commessa con gli occhiali che ti guarda come fossi un alieno, con un sorriso forzato.

Tu: Mi scusi, può consigliarmi dei libri per bambini?
Commessa: Sì certo… Ecco, questo è adatto alle scuole elementari.
Tu: Harry Potter? Lo fanno ancora?
Commessa: Sì, ma è l’ultimissimo… questo va a ruba, sa?
Tu: E quindi? È valido secondo lei?
Commessa: Si vende bene.
Tu: Ma lei lo ha letto?
Commessa: Non ancora.
Tu: Però è valido.
Commessa: Ha a che fare con l’universo di Harry Potter…

A questo punto ti tocchi il mento, pensieroso.

Tu: non ha qualche autore italiano da consigliarmi?
Commessa: Sì certo… Ecco.
Tu: Geronimo Stilton?
Commessa: Questo va più ancora di Harry Potter, sa?
Tu: So so… ma qualcosa di alternativo lo avete? Che so… Enrico Matteazzi.
Commessa: Chi…?
Tu: Enrico Matteazzi.
Commessa: È uno scrittore per bambini?

Lasci perdere. Probabile che il tuo nome non esista per l’universo, ma non ne fai un dramma e continui la chiacchierata con l’avvenente commessa. Snoccioli altri nomi di tuoi bravissimi colleghi, ma sembra che nemmeno loro esistano, almeno nell’universo dell’avvenente commessa.

Alla fine non ti resta che andartene senza aver acquistato nulla. Mi sa che l’acquisto lo fai su Amazon, dopotutto. Almeno là trovi le recensioni e i commenti di chi legge (forse).

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