Fortezza Europa

Un altro librogame di Infinity Mundi

testato per voi da Alameda Project

Oggi vi voglio parlare di Fortezza Europa – Londra, un librogame scritto da Marco Zamanni e illustrato da Mezzocielo. Si tratta di una storia a bivio disponibile sia in versione cartacea classica, sia in versione app giocabile su Android, che affronta due tematiche molto calde in questo periodo e tra loro interconnesse: razzismo e migranti.

Premesso che non è facile costruire una storia a bivio con tematiche di questo tipo senza cadere nel banale e/o troppo scontato, come al solito facciamo una analisi delle cose buone e delle cose cattive.


Che c’è di buono?

User experience: buono!

Mi ha colpito la semplicità. Forse anche un po’ estrema ma comunque intuitiva.

Ottima la scelta grafica dello sfondo giallino che ti permette di leggere dal cellulare senza che si stanchino troppo gli occhi.

Molto bene anche per quanto riguarda il font utilizzato: grande e adeguatamente spaziato, ottimizzato per una lettura da piccolo schermo (cellulare).

Un gaming semplice ed efficace

Si tratta di una storia a bivio con dinamiche di gioco semplici e intuitive. Se non fosse per alcune scene particolarmente crude, questo gioco potrebbe giocarlo tranquillamente anche un bambino.

Che c’è di male?

Perché non c’è una mappa di Londa??? 🗺

Questa cosa mi ha davvero deluso. Manca in effetti una mappa di Londra. Nell’era del touch screen, dovermi spostare inserendo a manina delle parole chiave lo trovo un po’ macchinoso e frustrante se sbaglio a digitare i termini. Perché non c’è una mappa navigabile (click-and-go)?

Il sistema a parola-chiave non mi convince 🔑

Quando devi parlare con un personaggio, in questa app va digitata la parola-chiave. Dal punto di vista della user experience questo sistema è semplice e intuitivo, ma mi lascia comunque perplesso: perché non sfruttare il touch anche qui e creare vere e proprie schede per ogni personaggio scrollabili?

Pensavo all’app di Chroniric (vedi immagine qui sotto), dove i personaggi sono caricati di senso con l’ausilio di una grafica accattivante e una scheda completa, altrimenti la scelta del personaggio è puramente aleatoria. Non va bene.

Screenshot preso dallo storygame Chroniric II

Valuzione finale

⭐⭐⭐⭐

4 stelline perché le potenzialità ci sono tutte ma va migliorata.

Librigame in app

C’è qualcosa… Sotto terra!

Scusate se non riesco più ad aggiornare il sito come vorrei, ma purtroppo (o per fortuna) sono pieno di lavoro. Si fa quel che si può… Comunque oggi volevo approfondire ancora il discorso librigame introducendovi una nuova app che di recente è stata lanciata da Infinity Mundi. Si chiama Sotto terra ed è stata progettata da Infinity Mundi.

Infinity Mundi, bella scoperta!

C’è un racconto-game che gira sullo store Play di Google, un fantasy che strizza l’occhio al genere Horror e mi ha colpito soprattutto per le tavole colorate e in alta definizione.

Purtroppo ci sono degli aspetti di gaming con non mi convincono, e anche se analizziamo lo stile della narrazione c’è qualcosa che non va. Ma facciamo una bella analisi dettagliata come solo noi di AP sappiamo fare.


Cosa c’è di buono?

Dunque, cerchiamo di giustificare il fatto che l’app sia a pagamento e non free… Il racconto scorre abbastanza bene. Mi è piaciuta molto l’idea di sbloccare le immagini in base alla progressione nei contenuti dell’app. Ma…


Che c’è di male?

La storia è breve. 87 paragrafi con illustrazioni davvero accattivanti, anche se ammetto che l’horror non è il mio genere e queste tavole mi creano un pio’ di fastidio a guardarle… ma sono gusti personali.

Diciamo che l’idea alla base di questo fantasy è carina, ma andrebbe scritta un po’ meglio. Lo stile dell’autore è altalenante e sembra addirittura che alcuni paragrafi non siano stati curati (c’erano poco tempo? C’era poca voglia…?).

Ma la faccenda dello stile narrativo non è la pecca più grave. Il problema grosso è il gaming. Nel gioco di Infinity Mundi si muore troppo spesso e troppo velocemente. Dopo due partite finite male ai primi tre paragrafi, mi sono stufato di giocare.

Particolari del gaming che non funzionano: l’enigma con lo schema intrecciato al centro della storia. L’idea è caruccia (lasciando perdere il fatto che potrebbe essere introdotta meglio a livello narrativo…), il problema è che l’enigma è complesso e troppo lungo per l’utente medio: mettiamo che io sia in treno e ci voglio giocare; cosa succede dopo tre o quattro tentativi a vuoto? Mi sento frustrato!


Valutazione finale:

⭐⭐⭐

per l’impegno grafico


Per progettare un librogame…

Basta inventare una storia a bivio?

No. Ci vuole di più.

Per progettare una app librogame secondo me bisogna farsi una domanda: a chi voglio vendere il mio gioco?

Se penso alla massa, allora gli enigmi non possono essere troppo difficili. Inoltre la narrazione deve essere calibrata sul target. E non pensiamo che per la fascia “bambini” si può scrivere in qualunque modo.

Scrivere è un’arte e come tale va curata in maniera seria e con costanza. E questo sempre, soprattutto nei libri-game.

Consigli spassionati agli autori

quando vorresti dire “Scrivo quello che voglio”, attento perché mica tutti ti apprezzeranno!

Scrivi ciò che vuoi ma non dire mai che scrivi per tutti, perché non è vero. Ma… ehi! Siamo in un paese libero, quindi vai e pubblica a nastro qualsiasi cosa ti passi per la testa. Fregatene delle critiche… se non ti va di imparare.

Alla prossima!

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