Sul filo di una fiaba da inventare

Prologo: una notte d’inverno…

Allora, Leonardo, sei pronto per ascoltare una storia?

“Sì!!!”

Allora silenzio e cominciamo.


C’era una volta un potente mago che però non era più così potente. Sì perché gli avevano rubato i poteri.

“Chi glieli aveva rubati?”

Dopo te lo dico. Dunque, dove ero rimasto? Ah, sì! Forze oscure tramavano nell’ombra. Mostri orripilanti giravano per le strade della città terrorizzando le persone che osavano avventurarsi per i vicoli bui.

“Ma cosa c’entrano i mostri adesso?”

C’entrano c’entrano. Comunque il mago, che si chiamava Belisarius, si trovava nella propria cameretta.

“Una cameretta? Ma i maghi non stanno in una cameretta!”

E tu che ne sai? Sei un mago, tu?

“No…”

E allora! Questo mago si trovava nella sua cameretta.

“E cosa faceva?”

Quello che fanno tutti i maghi nella propria cameretta: si esercitava a fare le magie.

“Ma se non aveva più i suoi poteri.”

Appunto. Ma adesso zitto, altrimenti mi fai perdere il filo della storia e poi non lo si trova più.

“Dicevamo del mago senza poteri.”

Sì. Allora, c’era questo mago che aveva perduto i suoi poteri e non sapeva proprio come fare per ritrovarli. Quindi se ne stava tutto il giorno nella sua cameretta a disperarsi, e si chiedeva: – Perché ho perso tutti i miei poteri?

“Sono stati i mostri, secondo me.”

I mostri? No no no! Quelli non c’entrano.

“Ma avevi detto che c’entravano!”

Senti, ma chi la sta raccontando questa storia?

“Giusto. Vai avanti!”

Ecco, allora, dicevo: il mago si arrovellava cercando di capire perché aveva perduto i suoi poteri, finché un giorno, stanco di arrovellarsi, abbandonò il suo orgoglio da mago e decise di andare a cercare aiuto. Quindi prese la sua roba, ci fece un fagotto che legò all’estremità di un bastone e partì.

“E dove andò?”

A cercare delle risposte.

“E dove?”

Che domande! Dal saggio della montagna.

“… che viveva in montagna?”

Ovvio! Se fosse vissuto al mare sarebbe stato il saggio del mare.

“Perché, c’è anche il saggio del mare?”

Sì, ma quella è un’altra storia.

“Me la racconti?”

Ma insomma! Vuoi la storia del mago o quella del saggio del mare?

“La storia del mago che va dal saggio del mare!”

Uffa! E va bene, allora il nostro mago decise all’ultimo momento di andare a trovare il saggio del mare. Contento?

“In quale mare?”

Il mare della tranquillità.

“Mi ricorda un’altra storia.”

Silenzio adesso. Fammi continuare. Allora, il mago si incamminò verso il mare. La strada era lunga e tortuosa e chissà quali pericoli lo attendevano… Però, accidenti! Si è fatto tardi! I bambini a quest’ora vanno a letto.

“Ma abbiamo appena cominciato! Devi ancora dirmi cosa c’entrano i mostri col mago!”

Mi sa che i mostri arriveranno la prossima volta. Mi hai fatto perdere un sacco di tempo con le tue interruzioni. La prossima volta fai silenzio e fammi raccontare

“Va bene. Comunque secondo me non c’entrano niente i mostri.”

Perché tu sai sempre tutto, vero?

“Quindi c’entrano?”

Certo che c’entrano! C’entrano eccome!

“Sì, perché hanno rubato loro i poteri del mago!”

No, mi spiace.

“Ah, no? Allora dai, dimmi chi è stato!”

Facciamo così: pensaci stanotte, così ti addormenti.

“Uffa… e va bene.”

Su, ora dormi. Buona notte e sogni d’oro. Domani continueremo la nostra storia.

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