Storyline 360: triggers e animazioni

Ciao ragazzuoli!
Ecco il quarto tutorial su Articulate Storyline 360. In questo breve video, in meno di 10 minuti vediamo come gestire i trigger che regolano le animazioni di due oggetti semplici semplici: un quadratino e un cerchietto.

L’idea è: prima facciamo spostare il quadrato; poi, al termine di questa animazione/spostamento, facciamo muovere anche il cerchio.

…facile, no?

Gamebook! In Italia il librogame sfonda (di nuovo)

Cercasi autori (non ancora cimentatisi) con i gamebooks

Chi ha orecchi per intendere, intenda.

Mauro Longo ci parla della situazione del librogame, che sta vivendo un vero e proprio Rinascimento nel nostro Paese. In effetti, molte case editrici stanno puntando sui Libri Game e sui Giochi di Ruolo o Role Games. Per ora sono scommesse, ma i numeri ci sono… Ascoltiamo cosa dice Mauro:


Nuova linfa per il Fantastico italiano

Se vuole tornare a crescere con i numeri, l’Editoria si deve evolvere. Il Fantastico italiano in questo momento ha bisogno di autori che escano dagli schemi classici. Basta racconti lineari! E’ il momento di de-strutturare, di giocare!


Il Gaming nell’editoria italiana

Abbiamo parlato molte volte in questo blog dell’importanza crescente della Gamification nel settore e-learning e di come anche le aziende stiano puntando sull’aspetto della partecipazione attiva. Ma anche l’editoria non viene esclusa da questa onda di gioco, che si rifà ai giochi di ruolo degli anni ’80 e ’90.

Il tema della partecipazione è ormai indissolubilmente legato ai Social Network: Facebook, Instagram, LinkedIn, Watsapp, Youtube… e poi, in misura ormai minore, c’è Twitter, anche se per me è Twitter è una piattaforma stupida, inutile e senza senso (mantengo l’account solo per Alameda Project, ma non ne ho alcun ritorno intermini di visibilità). Boh…


È il momento di rinascere con i libri-gioco!

Il librogame, con la sua struttura decisionale a bivio, si inserisce in una Nuova Economia che fa della partecipazione un motore di sviluppo.

Per vincere (è il caso di dirlo) in questo ambiente iper partecipativo, l’editore deve decidersi a rompere la barriera della carta e rendere il lettore partecipe al 110%, perché invitando il lettore a giocare, questi apprezzerà l’atto stesso del leggere dieci volte di più.

Le profezie di AP

…che ci sarà dopo la Gamification?

Moviefication

Non esiste solo il gioco. C’è un altro modo per rendere un corso interessante e coinvolgente, anche senza rendere il tutto interattivo. L’ho chiamato Moviefication, il procedimento per cui si veicola un contenuto tramite un movie, ovvero un film, meglio se una serie sul modello Netflix.

Facciamo finta che…

Basandosi sulle tecniche dello storytelling, si possono creare contesti in “serie” (season, in inglese). E come si può fare? Vediamo insieme i dettagli del moving.

Che cos’è il Moving?

Contesto: Dobbiamo insegnare l’Etica Morale a studenti che non sanno nulla di filosofia senza rendere il tutto ai limiti della noia titale. Come possiamo fare? Una possibilità già ce l’abbiamo: gaming e storytelling. Cioè possiamo immergere i nostri bravi studentelli in un contesto partecipante, ingaggiante, stimolante… e quant’altro. Ma c’è anche una seconda soluzione: il moving, appunto.

Di che cosa abbiamo bisogno: uno scenario semplice, con pochi attori e un set low budget. Dobbiamo puntare sulla storia e sulla relazione fra i personaggi. Ovviamente dipende dall’argomento, ma l’ambiente è sempre secondario se spostiamo l’attenzione sull’attore. Quindi il personaggio e la relazione con gli altri personaggi creano la storia ingaggiante.

Servono almeno 3 personaggi che entrino in relazione fra loro, che si mettano in crisi e che quindi creino tensione narrativa.

Quando abbiano un plot narrativo di questo tipo, ovvero una tipica tensione a triangolo, inseriamo i contenuti e-learning che vogliamo veicolare stressandoli con la storia.

Scena tratta da “The Good Place”, una serie in onda su Netflix

Ad esempio, immaginiamo un professore di Filosofia costretto ad insegnare Etica ad una ragazza zuccona e ignorante. Ad un certo punto però usciamo dall’insegnamento e mettiamo alla prova l’insegnante stesso: facciamo in modo che si innamori della sua allieva. Avremmo così creato una situazione assurda per cui l’insegnante impara insegnando e continua a rinforzare i contenuti ripèetendo concetti di filosofia che lui stesso non riesce ad applicare. Fantastico!

E’ proprio quello che accade nelle prime due stagioni di “The Good Place“, serie in onda su Netflix.

Il fatto più interessante è il collegamento che il cervello fa mettendo insieme concetti complessi con la complessa emotività dei personaggi. In pratica, la complicata relazione sentimentale fra i due personaggi si incrocia con i contenuti, ce li fa sentire, avvertire, vivere (in inglese il termine “to feel” racchiude tutti questi significati).

Il modo più veloce per fissare in testa i contenuti è associarli ad una emozione. Ecco perché la tensione della storia è importante; ma è importante anche il fattore sorpresa, non dimentichiamolo!

Scena tratta da “The Good Place”, una serie in onda su Netflix

I consigli Alamediani di oggi

Per capire le potenzialità della movification, dopo aver letto questo articolo, andate a guardare (o a ri-guardare con occhi nuovi) la serie in onda su Netflix “The Good Place” (La parte buona).

In questa serie si racconta di una persona volgare e irrispettosa del prossimo che dovrebbe essere mandata all’inferno, ma per errore si ritrova in paradiso; quindi deve fare finta di essere buona.

Dovendo “fare finta” è costretta ad istruirsi su cosa è bene e cosa è male e così impara filosofie come l’Utilitarismo, il Consequenzialismo, ecc… Questi concetti sono spiegati da un personaggio secondario, punto per punto. Non vi dico altro. Guardate la serie se siete curiosi. Alla prossima! 😉

Storyline 360: ecco il terzo tutorial!

Animazioni, pulsanti e layers

In questo terzo tutorial sui Articulate Storyline 360 iniziamo ad addentrarci nel favoloso mondo dei trigger, “piano piano, sottovoce, come piace a noi”, direbbe Marzullo.

Partendo da un semplice foglio bianco, inseriamo un pulsante e, tramite l’utilizzo dei layer, associamo all’evento (trigger) clic del mouse un paio di animazioni semplici ma carine e coccolose.

Buon tutorial a tutti! E restate con Alameda Project perché ne vedrete delle belle!!!

Twine: costruiamo un librogame!

Ciao ragazzuoli,
Oggi vi voglio parlare di un software per creare libri-game che mi ha fatto scoprire la mia nuova amica Stefania Fabri, già autrice di numerose fiabe-game per Giunti. Si tratta di un software (ora va di moda dire “app”) per Windows, ma credo sia disponibile anche per Mac.

Che cos’è Twine e a che serve nello specifico?

Twine è un software open source TOTALMENTE GRATUITO. Il suo scopo è facilitare e velocizzare la composizione di un libro-game classico. Consente di visualizzare e modificare l’alberatura decisionale (rete), di paragrafi (nodi) di cui è composto un librogame.

Scarica Twine DA QUI

I nodi della rete si possono spostare con facilità tramite il cursore del mouse, da una parte all’altra della schermata, in maniera libera oppure ancorandoli ad una griglia.

I vantaggi si vedono soprattutto nella fase di bozza, in cui dovete costruire le maglie della rete, ovvero “tronchi” e “rami” dell’alberatura. Io lo sto testando per la stesura di Zero Alpha e vi assicuro che mi sta facendo risparmiare un sacco di tempo.

Testare i libri-game non è mai stato così semplice!

Twine utilizza un linguaggio markup basato sull’ipertesto in puro Google Style: semplice e pulito, in una parola: essenziale. Essendo leggero, ha tempi di caricamento veloci e non richiede alcuna scheda grafica megapotente o RAM ipergalattica, o chissà quale altra “diavoleria tecnologica” possiate avere in mente.


C’è qualche “insetto” in questo software? 🙂

Purtroppo ho già trovato un piccolo bug, quindi state attenti: può capitare che quando create due nodi complessi, il software li sovrapponga e non riuscite più a separarli… ma non perdete la testa! Chiudete il programma e riapritelo. Twine, infatti, ha un enorme vantaggio: ogni azione che fate viene automaticamente salvata e quindi registrata in memoria.

Se ciò non basta, potete anche archiviare un progetto e poi re-importarlo, per poi spedirlo ai correttori di bozze e agli editor che possono leggerlo tramite il medesimo software, oppure, qualora lo esportaste come html, gli editor lo possono testare da un qualunque browser: Chrome, Firefox, Safari, Opera… ecc.

Tutorial Twine
(c’è solo in inglese purtroppo, ma voi capite lo stesso… vero?)

Scarica Twine DA QUI


Ci sono molti altri software simili, ma…

So che ci sono almeno altri due o tre software simili, molto validi per altro; io però sto utilizzando questo qui e mi ci trovo bene, quindi mi sento di consigliarlo a chi come me si sta cimentando per la prima volta nella costruzione di un libro-gioco complesso.

Enrico Matteazzi. Foto by Giovanni Dalla Gassa
Enrico Matteazzi

Provatelo anche voi e raccontatemi la vostra prima esperienza come creatori di libri-game!

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