Proteggi la mia terra (parte 1)

Ciao a tutti!

Come promesso oggi vorrei parlarvi del manga “Proteggi la mia terra” in originale ぼくの地球を守って (Boku no chikyū wo mamotte).

L’autrice è Saki Hiwatari, non molto conosciuta (male, male) ma dalla sensibilità elevata, che ha saputo raccontarci e ci racconta ancora storie molto particolari che coinvolgono molte tematiche assai interessanti quali la reincarnazione, poteri paranormali e ed i rapporti umani che superano il confine della morte.

Questi sono argomenti che mi sono assai cari, infatti le mie storie sono sempre state un po’ ispirate a questo manga che si incastra perfettamente in ciò in cui credo.

 

Come dicevamo la volta scorsa, la protagonista di questa splendida storia è Arisu Sakaguchi, un’introversa ragazza liceale trasferitasi da poco con la sua famiglia dalla “selvaggia” Hokkaido alla caotica Tokyo.

Arisu Sakaguchi

Questo cambiamento non le è propriamente di suo gradimento infatti la vediamo lamentarsi dello smog e della confusione che la grande capitale porta con sé, al contrario della natura incontaminata della sua terra d’origine (da come lo dico sembrerebbe quasi che in Hokkaido ci sia la giungla indiana di Mowgli, invece no è tundra) .

Un’altra della cose che la irrita terribilmente è il suo piccolo e pestifero vicino di casa, Rin Kobayashi, un bambino di sette anni che si diverte ad attaccarle la gomma da masticare addosso ed a farle dispetti di vario genere.

Come se non bastasse un giorno finisce col dovergli fare da babysitter per un intero giorno. Dopo aver optato di potere il bimbo allo zoo per fargli apprezzare gli animali tramite gli occhi di Rin notiamo come Arisu stranamente attiri tutti gli animali verso di sé e da qui capiamo da Arisu stessa che fin da piccola lei è sempre stata in grado di capire, percepire, i sentimenti delle piante e degli animali.

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Arisu da piccola e il suo rapporto con gli animali

Improvvisamente finiscono con incontrare due compagni di scuola di Arisu che pochi giorni prima essa aveva sorpreso in un momento assai delicato ed ambiguo. Issei, dai capelli corvini ed i modi gentili, racconta a Arisu che loro due non sono omosessuali ma che fin da quando si conoscono hanno sempre avuto dei sogni molto simili che mostravano le stesse persone e lo stesso luogo: una base lunare!

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Jinpachi (a sinistra) e Issei (a destra)

 

Jinpachi, il più loquace, le spiega che in questa base lunare vi erano sette alieni venuti ad osservare la Terra (stile National geografic) dove due dei quali Gyokuran e Enju, gli alter ego di lui ed Issei, ed Enju essendo una donna era innamorata di Gyokuran ed in uno degli ultimi sogni fatti essi erano diventati più intimi. Affascinata da questi discorsi, Arisu finisce col chiedere informazioni sugli altri passeggeri e scopriamo i nomi di il capo Hiiragi, l’estroversa Shusuran, il medico di bordo Shukaido, lo scontroso affascinante Shion e la bellissima biologa Mokuren, amata da quasi tutti gli uomini della equipaggio.

Jinpachi confessa ad Arisu di avere verso di lei dei sentimenti di nostalgia e non si domanda se anche lei possa centrare qualcosa. Tornati a casa, Rin confessa ad Arisu di aver provato la stessa cosa verso di lei e in uno scatto di gelosia verso Jinpachi, di cui Arisu non risulta indifferente, prende un bulbo di crocus che avevano comprato allo zoo come souvenir e lo getta dal poggiolo.

Arisu in preda all’ira gli molla un sonoro ceffone e…..finisce col fargli perdere l’equilibrio e farlo precipitare giù!!

Il bambino sopravvive ma finisce in coma, Arisu colta da un profondo senso di colpa non le resta che pregare chiedendo a Dio disperatamente: “Ti prego, Signore, fai ritornare Rin, fallo svegliare!”.

A salvare Rin da morte certa è stato l’albero sottostante il palazzo che ha attutito la caduta.

Poco dopo Rin riprenderà conoscenza e tutto sembrerebbe essere tornato come prima se non che Rin, stranamente colto da un atteggiamento più maturo, ruba un bacio (il primo poi) ad Arisu e le dichiara il suo amore come fosse un adulto, addirittura chiedendo alla madre di proporre una richiesta di fidanzamento ufficiale ai genitori della ragazza che sentendosi in colpa accetta senza pretese.

Arisu poco prima svenendo aveva sognato di essere sulla famosa base lunare assieme ad un uomo moro affascinante e guardandosi allo specchio era una bella donna dai lunghi capelli biondi ed una specie di simbolo sulla fronte.

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Mokuren (a sinistra) e Shion (a destra)

Alla fine del primo episodio vediamo un Rin salire sul muretto del balcone da cui era caduto e…. lasciarsi cadere, ed atterrare come se la gravità non esistesse!

Rin ora è come in possesso di strani poteri paranormali che lo fanno volare e gli fanno spostare gli oggetti con la mente.

Rin finisce col imbattersi in una banda di motocicli (stile centauri fine anni ottanta) ricattando il loro capo, figlio del direttore della Matsudaira Corp. che si sta occupando della ristrutturazione della Tokyo Tower ed indicandogli proprio il famosissimo monumento gli dichiara “Io sono S e ora voglio che tu me la consegni!“.

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L’OVA tratto da questo manga è molto ben fatto

Character design che riprende grazie a Dio lo stile di disegno dell’autrice della seconda parte del manga, che purtroppo nei primi volumi era grezzo, infantile e poco evocativo per una storia del genere (per non parlare dei continui siparietti rimandanti il manga Saint Seiya – I cavalieri dello zodiaco – di cui l’autrice è un’innegabile fan) per poi sbocciare e diventare pittorico e quasi evanescente nella sua delicatezza (la prova concreta che lo stile migliora praticando per anni).

L’animazione è resa bene, la colonna sonora è stata una delle prime della famosissima Yoko Kanno, autrice di capolavori quali Cowboy Bepop, I cieli di Escaflowne, Wolf’s Rain, Sakamichi no Apollon (altro mio manga preferito) o il più recente Zankyou no Terror.

Compositrice eclettica e sperimentale, sempre in grado di coniugare stili diversi ad emozioni diverse mai banalmente.

Rin è indubbiamente il mio personaggio preferito.

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Rin Kobayashi dopo il risveglio

Complicato, stravolto, controverso ed avvolto nella sua atmosfera misteriosa. Anche i poteri che usa i così detti poteri ESP (Percezioni extra sensoriali, in originale Extra Sensory Perception) sono sempre stati affascinanti per me! Onda energetica distruttrice?! Puah! Meglio volare a far muovere tutto a mio piacimento, eh!

Un po’ alla Matilda sei mitica 🙂

Qui la nostra storia prenderà una piega ancora più fantascientifica e d’azione.

Cercherò di raccontarvi un po’ più nel dettaglio gli avvenimenti sperando di farvi appassionare e magari soffermandomi su quello che la storia mi ha influenzato ed arricchito.

Alla prossima!

Tchau!

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