Come si costruisce un libro partecipato?

Ci vuole fantasia!

Ci vuole più a pensarlo che a realizzarlo, mi verrebbe da dire. Sì perché realizzare un libro partecipato (o libro aumentato, o libro game digitale) non è cosa di tutti i giorni e non è per niente semplice, specie se si tratta di un prodotto innovativo, che non si è mai visto prima.

Nel laboratorio creativo di Alameda Project stiamo costruendo libri game o partecipati. Ma cosa ci sta dietro la progettazione di un libro game?

Sono tre le figure-chiave coinvolte nel project-working:

  • Instructional Designer (ID), la mente creativa;
  • Illustratore/grafico, chi disegna e rende “carini” e leggibili i contenuti;
  • Montatore/programmatore: dà vita ai giochi e alle interazioni.

didattica_tecnologia

Ma come si prepara uno storyboard?

Ci sono molti modi per progettare un contenuto multimediale. L’instructional designer di solito lavora con PowerPoint ma può elaborare storyboard anche con Word o altri editor simili. L’importante è preparare una sequenza logica comprensibile al cliente prima, all’illustratore e al montatore poi.

Io consiglio il pptx.

Io di solito uso documenti .pptx perché il PowerPoint mi sembra uno strumento comodo, pratico e utile, soprattutto se devo presentare il materiale ad un cliente inesperto e abituato alle presentazioni veloci.

Anche se non mi sento di scartarlo del tutto, il .doc (oggi .docx) è un documento difficile da preparare. Word, in effetti, non è pensato per le presentazioni. Altro svantaggio che ho notato con l’esperienza: se si passa dal .docx al .odt si rischia di scompaginare tutto.

Qualunque sia lo strumento che volete utilizzare, pensate sempre alle persone che devono leggere il vostro story.

esempio story
Uno storyboard di esempio: ecco cosa stiamo progettando in A.P.

Farsi uno schema è utile

Nel caso dei giochi in un libro partecipato (ma vale per qualsiasi gioco in html/javascript/flash) quando si progettano situazioni a scelta multipla con casistiche più o meno complesse, è opportuno farsi uno schema dettagliato.

Ma gli schemi non sono perdite di tempo?

Niente è una “perdita di tempo” se lo si fa cognizione di causa. Se siete un ID, fatevi una semplice domanda: se fossi il montatore, di cosa avrei bisogno per rendere il mio lavoro più efficiente? Se riuscite ad entrare nella testa del programmatore, a ragionare come lui, vi assicuro che ci guadagnerete in termini di tempo e la vostra azienda recupererà in efficienza!

Il misterioso scopo dell’ID in un’azienda

Lo scopo dell’ID non è solo ideare dei fantastici contenuti interattivi, ma anche far capire al programmatore le dinamiche di un contenuto interattivo complesso. Dovete capire insieme a lui se il progetto è realizzabile oppure se state facendo un gigantesco buco nell’acqua.

programmatore1

Consultare il programmatore/montatore è utilissimo, ma va fatto prima di scrivere lo storyboard: infatti, se il programmatore rileva dei problemi di implementazione, l’ID può deviare in tempo la progettazione dei contenuti.

Ricordate che lo schema deve fare riferimento alle slide contenute nello storyboard; quindi inserite sempre un riferimento alle slide del documento .ppt, oppure al numero di pagina del documento .doc se usate Word.

Es:  se scelta A >> vai a slide n.6

Infine ripetetevi questo mantra: C’E’ SEMPRE UNA SOLUZIONE!

Vuoi approfondire?

>> LIBRI PARTECIPATI

>> EDUTAINMENT

>> MICRO-ELEARNING

 

 

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