Buon Natale Topolazzi: parte 6

Buon Natale a tutti!

La sesta parte della storiella BUON NATALE TOPOLAZZI di E. Matteazzi e M. Maselli è online! Scaricate l’immagine cliccandoci sopra e buona lettura!

Chi volesse prenotare il libro cartaceo, in stampa nel 2017, può contattarmi qui: CONTATTI. Il costo è di circa 10 euro, con possibili sconti. 😛

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Clicca l’immagine per leggere meglio

Immagini di Natale da colorare

Come di consueto inserisco le immagini senza testi da colorare. 🙂

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Testo:

Raggiunto il bosco, si fermarono. — Che dice il manuale, Nino? — chiese Topozio.
Nino iniziò a sfogliare: — Dice… dice che l’albero migliore è quello più verde. I due bambini videro subito un albero verdissimo e iniziarono a gridare all’indirizzo del babbo: — Eccolo! Eccolo! Lo abbiamo trovato! È il più verde di tutti! Con gli occhiali appannati, babbo Topozio si avvicinò al tronco e, improvvisandosi un esperto boscaiolo, lo esaminò da tutti i lati. Nino intanto lo aiutava leggendo le istruzioni del Topaccia. Bisognava seguirle alla lettera!

Dopo lunghi e attenti esami, con fare da maestro dell’arte, Topozio batté le nocche sulla corteccia. Secondo il Topaccia, infatti, bisognava saggiarne la consistenza, la durezza, la porosità e tante altre caratteristiche che, sempre secondo il manuale, un ottimo albero di Natale doveva possedere.
— Sì — fu la sentenza finale dell’esperto — questo abete mi pare buono. Ne convieni, mia cara mogliettina?

— Beh, non sono certo esperta come vossignoria… — rispose ironica la moglie — ma mi permetto di obiettare che almeno una caratteristica di questo raro esemplare d’abete non lo renda particolarmente adatto.
— Ma che dici, topina mia! Non vorrai saperne più del Topaccia! Eh! Eh! — ribatté Topozio ammiccando ai figliuoli.
— Non ne so più del Topaccia — disse ancora Topizia — ma mi permetto di insistere: quest’albero ha qualcosa che non va!
— Uff! — sbuffò il marito. — E perché mai questo magnifico esemplare d’abete verde non sarebbe all’altezza, mia topina?
La moglie gli tolse gli occhiali appannati e lo costrinse a guardare in alto.
— Ma appunto per l’altezza, maritino mio. Saranno trenta metri d’albero! Mi dici come facciamo a portarlo a casa?
— Ehm, in effetti…
Il povero Topozio dovette arrendersi all’evidenza.

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